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Premessa 1/2

Nel 1909 il chimico tedesco Fritz Haber riuscì a trasformare l’azoto gassoso, abbondante nell’atmosfera ma non reattivo, in ammoniaca (azoto reattivo). Vent’anni più tardi, Carl Bosch sviluppò un metodo per sfruttare a livello industriale l’idea di Haber. Nei decenni successivi, un numero crescente di industrie cominciò a trasformare tonnellate di ammoniaca industriale in fertilizzanti di sintesi e l’invenzione di Haber-Bosch è oggi considerata una delle scoperte più importanti per lo sviluppo demografico. Pilastro della “rivoluzione verde”, il fertilizzante sintetico ha permesso agli agricoltori di ottenere un elevato incremento delle produzioni sia coltivando terreni poco fertili sia sfruttando senza sosta un suolo con la stessa coltivazione (monocoltura) producendo raccolti su raccolti senza aspettare che i nutrienti si riformassero in modo naturale con conseguente passaggio della popolazione mondiale da 1.6 a 6 miliardi nel XXI secolo. Tutti questi vantaggi hanno, però, comportato un elevato prezzo rappresentato dalle crescenti ed allarmanti problematiche ambientali legate ai principali elementi che l’attività agricola deve necessariamente apportare ai terreni (acqua irrigua, azoto, potassio e fosforo) per ottenere raccolti sempre più soddisfacenti. Ogni anno vengono prelevati 4000 Km3 di acqua dolce da fiumi, laghi e falde acquifere per irrigazione (70% con punte del 95% nel bacino idrografico del Po), industria (20%) ed usi domestici (10%). Secondo il modello COSMO-CLM, sviluppato da un consorzio europeo e messo a punto dagli scienziati di CMCC (Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici) e CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali), in Italia è previsto un aumento generale della temperatura con conseguente intensificazione degli eventi meteo estremi come i periodi aridi (giorni consecutivi con precipitazioni inferiori ad 1 mm al giorno), le “notti tropicali” (giorni in cui la temperatura minima è superiore a 20 °C) ed i giorni “estivi” (aumento dai 10 ai 20 giorni con temperature massime superiori ai 25 °C). Le precipitazioni subiranno una drastica riduzione quantitativa, ma, soprattutto, aumenteranno quelle di tipo “intensivo” (eventi piovosi che superano i 20 mm in un giorno) e quindi il rischio di inondazioni.

Categorie: zeolite

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